Vietato prendersi sul serio!

Vietato prendersi sul serio!

lunedì 25 ottobre 2010

Tempo di saldi: gli sconti di Mago Tremonti

AVVISO: nonstante l'incipit, questa storia non si concluderà con un lieto fine. Ma a rallegrarvi vi saranno motivetti natalizi e montagne di denaro. Un intrigante mistero non mancherà di emozionarvi.

C'erano una volta Colaninno e Gnutti che, avvertendo un certo languorino, spolpano per bene Telecom e ne rivendono gli avanzi a Marco Tronchetti Provera, amico di merenda. Colaninno e Gnutti ricavano così 2 miliardi di euro e ne sono molto felici. Tuttavia, lo stregone Fisco è nei paraggi e, venuto a conoscenza del tesoro nascosto, vuole rubarne un po' per sè: per l'esattezza, 600 milioni! Coly e Gnutty sono spaventati, ma sanno il fatto loro. Si sono infatti scrupolosamente premurati di conservare il ricavato della vendita in un luogo sicuro. In Lussemburgo, in una scatolina cinese di nome Bell (che significa "campana"; Gnutty e Coly sono degli inguaribili romantici) che custodisce, tra le altre partecipazioni, anche quella in Olivetti.
Nonostante l'incantesimo TASSA sia molto potente, Bell rimane magicamente protetta. La motivazione ufficiale è la seguente: Bell ha la sede della sua amministrazione e l’oggetto della sua attività sociale regolarmente radicate in Lussemburgo, il che la rende soggetta alla locale legislazione fiscale - per intenderci, l'incantesimo TASSA lì non ha effetto. Qualche anno dopo, con la vittoria di Prodi, la scatolina Bell dovrà aprirsi per pagare "solo" 256 milioni allo stregone Fisco, rispetto ai 600 prospettati. Bel colpaccio per Gnutty e Coly! Se è vero un vecchio detto siciliano "cummannari è megghiu ca futtiri" (V.M. 18 anni), chissà che goduria cummannari futtiennu!
Mr X
Ma chi avrà preparato l'amuleto magico per proteggere la Campanella Bell, presa d'assalto da Fisco?
Chi può conoscere come aggirare la stregoneria del potente Fisco se non qualcuno che ne ha condiviso i poteri, in quanto Ministro dell'Economia?
Eccovi alcuni indizi per svelare l'identità del nostro Mr X.

1) Le ragioni della “Bell” vengono sostenute dall’ avvocato Dario Romagnoli e da Claudio Zulli. Romagnoli, ex ufficiale della Guardia di Finanza, è stato compagno di corso di Marco Milanese (capo della segreteria di Mr X) e ha condiviso con Mr X il suo studio di diritto tributario (“Vitali-Romagnoli-Piccardi), fino al giorno in cui Mr X non è stato nominato Ministro dell’Economia.

2) Anche Zulli, commercialista di Gnutti, è un ammiratore di Mr X ed è in ottimi rapporti con il Ministro, tanto che nell’ estate del 2005, durante un’intercettazione telefonica con Consorte (nei giorni chiave della scalata Bnl), dice: «Devo ringraziare Mr X di due o tre cosette e gli devo spiegare un po’ di roba perché mi deve dare una mano su cose importanti».

3) Anche Gian Piero Fiorani - ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, poi finito in disgrazia per la scalata ad Antonveneta - il 24 marzo 2006 dal carcere di San Vittore a Milano svela: “Gnutti mi aveva riferito dell’interesse di Mr X a essere nominato consulente dell’operazione Antonveneta anche per un favore che gli doveva… Io ho ricollegato subito il tutto alla vicenda Bell”. E aveva cantato “Jingle Bells” al telefono per farsi capire (500 milioni di risparmio fiscale sono un bel regalo di Natale! Mr X è un uomo proprio generoso!). Fiorani aggiunge che, per quel favore, Mr X "tiene in scacco Gnutti..."

Chi è Mr X? Non avete ancora capito?
Ma è lui! E' Mago Tremonti!
Lo studio Romagnoli si affretta a precisare che nessun compenso è stato percepito da Mago Tremonti per l’assistenza prestata alla società Bell (vi avevo anticipato che è un tipo dal cuore tenero).
Mago Tremonti nel suo Tax Lab
Romagnoli dice di aver guadagnato solo cinque milioni di euro, ma il bilancio 2005 di Bell riporta 31 milioni di euro alla voce ‘da saldare a Romagnoli e Zulli’. Domandina di aritmetica..
31 - 5 = 26. E questi 26 milioni? Dove sono finiti?
Sim-Sala-Bim!

domenica 24 ottobre 2010

Riflessioni

"Mi sarebbe piaciuto godere i piccoli privilegi che ha un bambino ed essere al tempo stesso abbastanza uomo da apprezzarne tutto il valore"
- Charles Dickens -

mercoledì 20 ottobre 2010

Ogni scarrafone è bello a mamma sua? Non al suo iPhone.

Si chiama "Ugly Meter" (il metro della bruttezza) la nuova applicazione iPhone che valuta la simmetria dei lineamenti dell'impedito che l'ha comprata e poi dà una sua valutazione. Il dato sconcertante: l'applicazione è stata già scaricata 20.000 volte dall'Apple iTunes Store e, se fremi dalla voglia di farti dare del cesso dal tuo smartphone, può essere tua per soli 99 centesimi. Utenti che volessero sottoporsi al test di bellezza (Carlo Conti starà già pensando di scansionare le chiappe delle sue Miss?) devono avere, per una valutazione obiettiva, dai 9 anni in su (speriamo non siano necessari requisiti di età cerebrale o le Miss sono escluse). Dopodichè, Ugly Meter emetterà la sua sentenza senza sconti, con una pagella che va da 0 a 10. E' da capire se la valutazione è crescente o meno: 10 sta per Mariangela Fantozzi o per Geri Halliwell? Meglio non approfondire prima del test; tale ambiguità consentirà di costruirsi una valutazione su misura, per tutte le necessità. 
Ad ogni modo l'applicazione, creata a scopo ludico, è già motivo di scompiglio tra i cirtici più attenti che mettono in guardia circa la sua pericolosità, semmai dovesse cadere tra le mani sbagliate. Un'analisi attenta del Family Online Safety Institute di Washington (della quale gli Americani non hanno potuto fare a meno) è giunta con fatica a questa conclusione: "Questa applicazione è a metà tra l'appropriato e l'inappropriato". Una notizia tanto attesa, che rincuora gli utilizzatori e che è solida base di partenza per recuperare gli equilibri internazionali. Stephen Balkam, il CEO di questo Family Safety conclude: per gli utenti al di sotto dei 28 anni quest'applicazione può diventare un vero spasso. Ma se capita tra le mani di un 14enne può creare danni. 
Andando sul sito http://itunes.apple.com/us/app/ugly-meter/id388336485?mt=8 si legge tra i commenti: "Soffrivo moltissimo per il mio look e stavo cadendo in  un serio stato depressivo. Ma quest'applicazione mi ha ridato la fiducia di credere a me stesso. Ora mi frequento con una modella e sto facendo i milioni per questa ritrovata autostima. Grazie per avermi cambiato la vita".
Speriamo non compri mai il Clever Meter.




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lunedì 18 ottobre 2010

Da Montecarlo ad Antigua: le ville del Premier



Qual è l'origine delle proprietà del Premier ad Antigua?

Questa l'inchiesta messa in piedi ieri sera durante la puntata di Report, già al centro di numerose polemiche prima ancora della sua messa in onda.
Nel 2007, il nostro Premier avrebbe acquistato dalla Flat Point, per 22 milioni di euro, gran parte della Nonsuch Bay, paradiso (terrestre e fiscale) delle Antille. Sullo splendido litorale, la Flat Point - il cui beneficiario italiano, a riprova che le off-shore sono cosa seria, resta sconosciuto - sta progettando la costruzione di case da sogno, una delle quali finita tra le mani del Capo del Governo di Antigua, che avrebbe rilasciato l'autorizzazione a procedere. Poca roba, questa, in confronto alla notizia che sarebbe coinvolta, in un sistema di operazioni triangolari, anche Banca Arner, istituto di credito con sede a Lugano, già al centro di inchieste giudiziarie con l'accusa di riciclaggio di denaro sporco. E nelle cui casse, Premier e famiglia, avrebbero un conto di 50 milioni di euro che, insieme al deposito dei 13 milioni della signora Mancuso, rappresentano quasi un quarto dell'attivo della Banca. 
Da chi ha acquistato il nostro Presidente del Consiglio? Chi c'è dietro la Flatpoint e dietro Banca Arner?  Queste le domande rivolte al Premier dalla conduttrice di Report che, sollecitando una risposta, lascia intendere la presenza di un "imprenditore catanese".
Ma per gli uomini di Berlusconi il caso non esiste. Roba vecchia, insomma, - anzi "Antigua"- in quanto il Cavaliere avrebbe già chiarito tutto agli organi competenti. Così puntualizza l'avvocato del Premier, Niccolò Ghedini, in una nota fatta arrivare alla redazione di Report."Sbagliato mandare in onda una trasmissione con notizie insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio.
 La replica della Gabanelli non si fa attendere.
"Se Niccolò Ghedini ci dice sul serio chi sono i proprietari di quei terreni garantisco che sarà immediatamente invitato, in quel caso gli sarà dedicato tutto lo spazio che merita, il più ampio possibile".

E dove sono finiti Fini e il cognato? Avranno brindato di fronte alla Scavolini? Chi di casa ferisce...


sabato 16 ottobre 2010

venerdì 15 ottobre 2010

WALL STREET (l'antefatto): every dream has a price!

Chi non ricorda Wall Street, celebre film di Oliver Stone, che si è aggiudicato tanto di Premio Oscar per l'impeccabile Michael Douglas?
Il 22 ottobre, immancabile l' appuntamento nelle sale cinematografiche italiane per il sequel "Wall Street 2: il denaro non dorme mai". Speriamo non tradisca nè le aspettative, nè la disillusa analisi sul mondo cui siamo stati abituati dalla pellicola dell'84.

Prima di qualche considerazione, un rapido cenno alla trama per gli smemorati.

Bud Fox, giovane e ambizioso broker, riesce a conoscere il ricco magnate della finanza Gordon Gekko e a conquistare la sua fiducia, grazie a informazioni riservate che i due utilizzano illegalmente per arricchirsi. Ottenuto qualche brillante risultato, Buddy comincia a lasciarsi sedurre dagli agi del denaro e dalla personalità di Gekko, suo indiscusso mentore, che introduce il ragazzo alla cinica logica del denaro. Accumulare ricchezza, secondo Gekko, è un obiettivo che trova giustificazione in se stesso e il cui raggiungimento, in altre parole, non può essere ostacolato da imperativi di carattere normativo, deontologico nè tantomeno morale. A detta dello stesso Gekko, "serve gente povera, furba e affamata, senza sentimenti"  disposta, cioè, ad agire senza scrupolo alcuno in nome del successo e del potere e manovrare,così, da dietro le quinte, le fila di una società malata, di cui la Borsa, arena in cui vige la legge del più furbo, è emblematica rappresentazione.
Gekko sostiene che arricchirsi non significa creare,  ma possedere. I potenti dettano le regole: "le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo" e solo un ingenuo sarebbe pronto a credere nell'effettiva esistenza della democrazia. Tali posizioni non sono condivise dal padre di Bud, onesto operaio e sindacalista di una compagnia aerea, che disapprova il modo di agire del figlio, poichè è convinto che il denaro non possa essere concepito come unico metro di misura del successo di un uomo. In un duro scontro, questi predice al figlio che Gekko si servirà di lui senza pietà.  Buddy verrà a scoprire, infatti, che lo spregiudicato magnate, a sua insaputa e sulla base di informazioni fornitegli da lui stesso, vuole acquisire e smantellare la società in cui il padre ha lavorato con dedizione, lasciando sul lastrico gli operai in essa impiegati. Di fronte al padre, colpito da un infarto per il dolore, Bud mette in discussione la sua condotta, asservita al denaro e guidata dall'avidità; sentimento, questo, che Gekko invece ritiene giusto in ogni sua forma, poichè "chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo".  Il giovane, allora, si allea con Larry Wildman, il peggiore rivale di Gekko, e...

Non vorrete mica che vi sveli il finale?

Devo confessarvi che ogni volta che guardavo questo film subivo la fascinazione della personalità di Gekko, tanto spietata quanto magnetica; il personaggio riesce in modo credibile e incisivo ad edulcorare l'azione umana da ogni connotazione morale e a concepirla, pertanto, come strumentale al soddisfacimento della propria avidità. Il potere di cui parla Gekko però trascende la mera ricchezza e insegue la capacità di sottrarsi agli schemi sociali - di per se stessi già corrotti e malati - come unica possibilità di scampo da una schiavitù silenziosa ed invisibile, di fronte alla quale le forme di governo non sono altro che contenitori vuoti e privi di senso. Da questo punto di vista, la posizione di Gekko sembra l'unica razionale: l'assenza di moralità appare la sola risposta vincente ad un mondo le cui possibilità di riscatto sono già nulle in partenza.

Oggi mi sento davvero serio... Che ne pensate? Aveva forse ragione il nostro Gekko? O un successo, come sostiene un vecchio detto orientale, è da ritenersi tale in base a ciò che si perde per ottenerlo? E la nostra società? E' davvero così corrotta fin dalle sue fondamenta?

Bando alle ciance! Prima della nanna, mi bevo una bella Tanzi calda di Parmalat...
Notte,
Fr8lo

giovedì 14 ottobre 2010

Giù le mani dalla rete!

Sono rimasto particolarmente colpito da questo video in cui mi sono accidentalmente imbattuto su youtube. A quanto pare, anche la rete non è esente da censura. Non che la cosa mi stupisca, ma il senso di impotenza è una prigione, resa più angusta dalla natura sempre più fittizia delle forme di libertà a nostra disposizione. E voi? Cosa ne pensate? E' possibile una rete libera?

mercoledì 13 ottobre 2010

Flatulenze tra le stelle? Adesso si può. Arriva la mutanda dello spazio.

“Te le tieni addosso anche un mese senza insospettire gli altri con cattivi odori” .
Se state pensando ad un'altra pubblicità di assorbenti in cui la tipa menomata vuole fare la ruota per il provino da VJ, questo articolo vi sorprenderà. Parliamo infatti di astronauti. Proprio così. Rapiti dal sapore romantico della missioni spaziali, ci dimentichiamo di quelli che sono gli aspetti più pratici della vita di un astronauta: ci sarà a bordo uno space-bidet? Oltre il danno, anche la beffa: e l'ammorbidente? Gli astronauti impegnati in missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale non si portano dietro nè stendibiancheria, nè lavatrici.

Come al solito i Giapponesi ne pensano una più del diavolo: una space-mutanda antibatterica che si può indossare per un mese intero! L’invenzione è della Goldwin, società specializzata in abbigliamento tecnico sportivo, che "spazia" (ah ah) dal nuoto allo sci e commercializza diversi prodotti appositamente brevettati.
Le mutande nanotecnologiche contengono un infuso di eucalipto antipuzze e sono in grado di assorbire fino a 4 litri di sudore. Antibatteriche, antistatiche e persino resistenti al fuoco ( da evitare, comunque, i fagioli OGM) possono salvare la vita del tuo compagnetto astronauta nel caso l'assenza di gravità non sia sufficiente ad alleggerire l'atmosfera dai cattivi odori.
L’astronuta giapponese Koichi Wakata, che ha vissuto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2009 racconta di aver indossato, per tutto il mese di permanenza sulla Stazione Spaziale, le stesse mutande con cui era partito dalla Terra. E nessun coinquilino (tra i sopravvissuti?) pare essersi mai lamentato.

E tu? Sei un pigrone della spugna? Trovi che lavarsi sia un'inutile perdita di tempo? Il nuovo capo di abbigliamento può essere tuo per soli 20 dollari!. Chi di noi non ha almeno una volta sognato di andare nello spazio? Per una volta, potremo capire cosa significa essere dei veri astronauti e metterci nei loro "panni"!

Fr8lo

martedì 12 ottobre 2010

Da L'Aquila agli avvoltoi: la speranza non si colora di Verdini



Meno male che Silvio c'è.

Salta fuori oggi la notiziona (dall'informativa del Ros consegnata alla Procura abruzzese) che il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha raccomandato Riccardo Fusi (un cognome, un perchè) per fargli ottenere quattro appalti per la ricostruzione del dopo terremoto a L'Aquila. Nell'avviso a comparire il 18 ottobre presso la Procura viene specificato che Verdini e Fusi dovranno essere ascoltati come indagati di «abuso d'ufficio in concorso con Ettore Barattelli, il presidente del Consorzio Federico II»(associazione di imprese creata a Palazzo Chigi e presieduta da Gianni Letta), del quale fa parte appunto la "Btp" (Buonterremotopertutti?) di Fusi. Verdini, in particolare, è sospettato di aver «abusato della sua funzione di membro della Camera dei deputati». In altre parole, la sua condotta non sarebbe da definirsi propriamente "onorevole". Appalti e subappalti per 21 milioni di euro! Praticamente, la tredicesima di papà!
Il 20 settembre scorso la relazione conclusiva che traccia la storia dei quattro appalti evidenzia come le «commesse» siano state spartite sempre tra le stesse imprese. Sono davvero banali! Mi aspettavo un'ingegneria finanziaria sofisticata, un tramestio di partecipazioni incrociate che si infittiscono e scoprono fittizie per fittanze profittevoli! Una joint venture avventurosa che per restare in vita ha bisogno del calice di fuoco di Harry Potter che vende a Porro la Marcegaglia in cambio di una palpata a Hermione! E invece? I soliti ladruncoli con la cravatta che c'hanno rotto i Maroni (che però vede solo ladri rom). Silvio, non hanno stile: pensaci tu! Cosa staranno vivendo gli abitanti di L'Aquila? Persone che hanno scampato per poco la morte e vissuto la perdita assistono ora alle beffe di una politica corrotta, planata come un avvoltoio sulla carcassa della tragedia. E l'Italia? Dov'è l'Italia?

Quando si dice "mi trema la terra sotto i piedi"...

lunedì 11 ottobre 2010

Ultime news about Tizzy Iron (Tiziano Ferro)


Quale notizia migliore per inaugurare il "Diario delle Panzane" dell'ultima rivelazione di Tizzy Iron, alias Tiziano Ferro?

Ultime news sull'attività mutandale del nostro beniamino: a quanto pare il "Perdono-boy", che ha ribadito da poco la sua preferenza per la banana rispetto alla patata (la prima volta fu quando cantò "E Raffaella è mia"), è stato il fidanzato di un certo Daniel Derio, cantante sudamericano dalle altrettante passioni filofalliche, il quale svela che Tizzy è un bel peperino, firmato Defonseca (leggi: gaius zuoccolus). A quanto riporta Daniel, infatti, il dolcissimo Tiziano è stato fatto cantare ripetutamente da partner ogni volta diversi (che sia questo il segreto dei suoi acuti formidabili?) e i numerosi tradimenti, forse ispiratori delle ormai celebri sere "negre" (leggi: Tizzy likes it big), sarebbero divenuti insopportabili per Daniel, costretto a imbavagliare l'amato, nella speranza di poter tenere a bada i suoi impulsi sukaroli (foto a sinistra). Ma tutto ciò pare non abbia fatto altro che aumentare le voluttà sadomasochiste di Tizzy, ferocemente desideroso di divenire preda di un altro "orso" (i preferiti di Tiziano, Licia Colò e di Golia Bianca) e determinare così la rottura definitiva della love story.

Distrutto e con il cuore infranto, Daniel dichiara: " Credo che l'amore esista, ma che non tocchi a me, perché stavo quasi morendo in quella situazione, tanto è stato il dolore che ho avvertito. Ora sono più forte, perché quello che non ti uccide ti rafforza”.
I quesiti, e non solo quelli, restano aperti: di che dolore parlava Daniel? Non poteva munirsi di vaselina? E non era facile prevedere che il Ferro si batte finchè è caldo?

Tra i mille dubbi, non resta che un'amara lezione ai fan del cantante: l'amore va preso come viene; Tiziano, preso, viene.
Fr8lo