Come vi siete classificati nel gioco "Home Sheep Home" (nel caso ve lo foste perso, guardate i post precedenti o cliccate sulla sezione "games", a sinistra)? Siete stati d'aiuto alle tre pecorelle?
Questa volta dovrete aiutare un supereroe immortale a... farla finita! Come ottenere l'unica pozione in grado di farlo passare a miglior vita? Fatelo morire quando necessario per raggiungere l'obiettivo, ben protetto da oggetti contundenti e labirintici percorsi che metteranno alla prova le vostre meningi.
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martedì 9 novembre 2010
domenica 7 novembre 2010
Bunga Bunga? Non sarebbe possibile senza un impianto. I segreti dell'"alzabandiera" di Silvio.
Bunga Bunga? Silvio, uomo di televisione, cambia... "canale". Non è il tormentone dell'estate, ma solo perchè siamo in autunno. Proprio così. Ruby e il suo lato B impazzano su tutti i giornali, facendosi largo tra le fantasie di coloro che sostengono le arti amatorie del nostro Presidente. I più, tuttavia, sono scettici riguardo alla capacità di marmorizzare ancora il fuscello da parte di Silvio. L'età, infatti, avanza e un lifting - fino a prova contraria- solleva solo le guance cadenti. Come aiutare, dunque, il Silvio-turgore? A prima vista, la risposta appare semplice: laddove non batte il sole, batte Ruby. Ma per rianimare la vita nella mutanda presidenziale, privata di prostata, Ruby, da sola, non pare essere bastata. I meglio informati lasciano infatti trapelare indiscrezioni circa le difficoltà di Silvio di farsi trovare pronto ...ad amare, a rimpolpare il "capitale". A risvegliare -perdinci!- il canarino caduto in letargo. Gianni Barbacetto, giornalista de "Il Fatto Quotidiano" il 3 novembre rende edotti i telespettatori di Exit circa l'"impianto idraulico" - costato la bellezza di 20.000 euro - che il nostro Premier si sarebbe fatto impiantare per far risorgere il tubo presidenziale. Roba da far impallidire i romanzi di fantascienza di K. Dick (omen nomen?). "Barbacetto, entriamo negli usi e nei costumi non nelle anatomie", interrompe imbarazzata la D'Amico di fronte ad un pubblico incuriosito.
Proprio così. La passionalità del Presidente sarebbe da attribuire, quindi, ad una finezza idrico-ingegneristica. Ad una prima ricerca in rete, scopriamo che tale marchingegno (chiamato anche "protesi tricomponente", foto a destra) è composto da due cilindri gonfiabili che vengono inseriti nei corpi cavernosi, da un serbatoio che viene alloggiato nello spazio preperitoneale in sede sovrapubica e da una micro-pompa non visibile, alloggiata nella borsa scrotale. Esercitando una pressione sulla borsa scrotale, la micro-pompa, come per incantesimo, riattiva la "bacchetta magica. Se non altro, insomma, accostare le parole "pompa" e "Ruby" lascia da parte ogni malizia.
Alcuni fan di Silvio si dichiarano delusi e scoraggiati dall'apprendere che lo sfoggio di tanta virilità sia più pubblica che pubica. I suoi sostenitori, tuttavia, motivano presto il misfatto. Il Presidente, dicono, lavorerebbe così tanto per il Paese da prodigare la durezza di cui dispone nei toni dei propri discorsi e rimanerne, quindi, a corto per le altre occasioni. Ma d'altronde Silvio è fatto così: prima il dovere, poi il piacere. E se il "poi" fatica ad arrivare, ecco un mutanda-rubinetto come pass'-partout per la virilità. Più facile che gonfiare le ruote di una bicicletta! E la povera Veronica? Che si sia atteggiata come "moglie-stufa", per il pacco assiderato del coniuge? "Acqua" passata. L'alcolva di Villa Certosa è ormai salva e la forza di gravità vinta: HydroSilvietto si è trasformato - mi sia concessa una metafora "cul-in-aria"- da panetto di burro a gambo di sedano.
”Se l’indagine su di me per istigazione alla prostituzione riguarda Ruby, sono assolto” dichiara il giornalista di Rete4 durante la trasmissione Annozero di Santoro. E se riguardasse qualcun'altra? Probabilmente è vero: Silvio voleva solo aiutarla, questa Ruby; offrire un lavoro onesto a questa nipote scapestrata di Mubarak, assumendola, forse, come segretaria. Magari le avrà chiesto un "rapporto" sulla scrivania e quella chissà che ha capito.
| Bunga Ruby |
| "gioiello" di Silvio |
| impianto "alzabandiera" |
La storia però si fa più intricata e intrigante. Spunta, infatti, un’altra ragazza dell’entourage di Berlusconi, una certa Nadia Macrì, che rivendica di essersi offerta per ben due volte come volontaria per testare l’efficacia dell’impianto di Silvio. L’operazione “piccioncini” - o “passere”, come dir si voglia – è andata a buon fine: 7000 euro a “gonfiata”! E' la stessa Nadia a svelare inoltre la presenza di droga; a Villa Certosa, secondo la ragazza, circolerebbe molta cocaina, nonstante nessuno, per ora, sia stato colto sull’ ol-fatto. D'Alema, nel frattempo, invita Silvio, senza riscontro, a presentarsi al Copasir - abbreviazione di "Accoppa il Sire"- per la sicurezza dello stesso Premier.
E’ un’Italia che sembra aver perso speranza e decoro, quella che fa capolino sulle testate della stampa internazionale di questi giorni. Ma persa la fede, Emilio resta, pur dichiarandosi estraneo ai fatti e al presunto favoreggiamento della prostituzione che lo vedrebbero coinvolto in un’inchiesta giudiziaria, insieme all’agente Lele “Morich” – così ribattezzato, dopo la liaison con Corona.
| BungArte |
Anche Lele Mora si dice tranquillo, ma va oltre. E’ un uomo retto, il Silvio che traspare dalle sue parole. E di uomini e retti Lele se ne intende. “Non esistono persone come Silvio”, “re solo”, la cui “sensibilità e bontà” sono, a detta dello stesso Lele, “le cause di tutto ciò che avviene in questo Paese”. Cosa sarebbe successo se ci fosse capitato un insensibile stronzo, nessuno osa chiederlo. Il polverone di questi ultimi giorni, conclude l’agente delle Very Important P. ,sarebbe, pertanto, tutta una montatura (non Bunga) di gentaglia senza scrupoli di fronte al successo mediatico: “Paese che vai, zoccola che trovi”, sentenzia.
Un bel… “casino”. lunedì 1 novembre 2010
Halloween... Dolcetto o scherzetto?
...dolcetto o scherzetto?
Ecco che impazzano zucche di ogni tipo per le strade. No, non è un articolo della Clerci su come cucinare il risotto in autunno. Qui ci riferiamo ad una leggenda di spiriti erranti, di defunti senza fissa dimora che, in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo, potrebbero venire a farti visita la notte del 31 ottobre.Qual è la vera origine di Halloween?
Halloween deriva dal Capodanno Celtico che non solo rappresentava la conclusione dell'estate (le ore buie cominciavano ad essere progressivamente più lunghe rispetto a quelle di luce), ma - così si credeva- era occasione di rinnovamento della propria spiritualità.
Samhain o Trinoux Samonia (“Tre Notti di Fine Estate”) aveva inizio il 30 ottobre, dopo il tramonto; i festeggiamenti si protraevano per tre giornate, fino al primo novembre (nessun documento, comunque, cita finora Ruby o il Bunga Bunga - prossimamente gli aggiornamenti).
Molte leggende celtiche che si svolgono nella notte di Samhainin si ricollegavano ai cicli di fertilità della Terra e all'inizio del regno semestrale dell’Oscurità - Enel, insomma, quando serve non c'è mai. A partire da questa data, la vita quotidiana dei Celti, popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, cambiava radicalmente: le greggi venivano riportate giù dagli alpeggi e dai pascoli estivi; i campi venivano preparati per la nuova semina e le persone, chiuse nelle proprie case per trascorrere al caldo le notti invernali, svolgevano lavori artigianali, raccontandosi storie e leggende.
Samhain o Trinoux Samonia (“Tre Notti di Fine Estate”) aveva inizio il 30 ottobre, dopo il tramonto; i festeggiamenti si protraevano per tre giornate, fino al primo novembre (nessun documento, comunque, cita finora Ruby o il Bunga Bunga - prossimamente gli aggiornamenti).
Molte leggende celtiche che si svolgono nella notte di Samhainin si ricollegavano ai cicli di fertilità della Terra e all'inizio del regno semestrale dell’Oscurità - Enel, insomma, quando serve non c'è mai. A partire da questa data, la vita quotidiana dei Celti, popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, cambiava radicalmente: le greggi venivano riportate giù dagli alpeggi e dai pascoli estivi; i campi venivano preparati per la nuova semina e le persone, chiuse nelle proprie case per trascorrere al caldo le notti invernali, svolgevano lavori artigianali, raccontandosi storie e leggende.
I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, rendendo possibile la fusione del mondo reale e dell’aldilà. A dire il vero, alcuni storici ipotizzano che tale fusione possa aver dato origine alla fisionomia di Fassino, ma questa è un'altra storia. Ecco allora che, per non essere posseduti dagli spiriti erranti in cerca di un corpo, i contadini dei villaggi rendevano le loro case e i loro corpi indesiderabili, spegnendo, rispettivamente, i camini o mascherandosi da mostri. In tal modo, gli spiriti sarebbero scappati per la paura e non avrebbero costituito più motivo di minaccia. Dovremmo dire a Silvio che questo accadeva solo dal 30 ottobre al primo novembre: il cerone, il resto del'anno, non è necessario.
Un’altra spiegazione del perchè i Celti spegnessero ogni fuoco non risiede nello scoraggiare la possessione dei loro corpi, ma nel fatto che riaccendessero ogni focolare attingendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico, che veniva acceso nella notte del 31 ottobre a Usinach, nell'Irlanda centrale.
Successivamente, i Romani fecero proprie le pratiche celtiche insieme all'amatriciana e ai "rigatoni a' carbonara", ma, con il tempo, della tradizione celtica rimase solo l'usanza di travestirsi. La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.
Un’altra spiegazione del perchè i Celti spegnessero ogni fuoco non risiede nello scoraggiare la possessione dei loro corpi, ma nel fatto che riaccendessero ogni focolare attingendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico, che veniva acceso nella notte del 31 ottobre a Usinach, nell'Irlanda centrale.
Successivamente, i Romani fecero proprie le pratiche celtiche insieme all'amatriciana e ai "rigatoni a' carbonara", ma, con il tempo, della tradizione celtica rimase solo l'usanza di travestirsi. La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.
Ma cosa c'entrano le zucche?
La leggenda, di origine irlandese, narra di un uomo di nome Jack, noto malfattore, che ingannò Satana nella notte di Ognissanti - "All Hollows Eve", appunto, dalla cui contrazione deriva "Halloween". Una volta sfidato il diavolo a scalare un albero, Jack incise sulla corteccia una croce, intrappolandolo così tra i rami. Il saltimbanco, allora, avendo in pungno il demonio, riuscì a proporgli uno scambio: se non lo avesse più indotto in tentazione, lo avrebbe lasciato andare . Così fu. Quando Jack morì, tuttavia, ebbe una brutta sorpresa: da un lato, il Paradiso lo rifiutò, perchè Jack aveva evitato il peccato con l'inganno; dall'altro, anche l’ingresso all’Inferno gli venne negato, per il brutto tiro giocato al diavolo. Se avesse comprato Barilla, Jack non si sarebbe ridotto a vagabondare in un limbo oscuro (leggi: dove c'è Barilla, c'è casa), ma forse, con le politiche promosse da Bossi e le cravatte verdi, senza permesso di soggiorno, la storia per Jack non si sarebbe potuta concludere diversamente.Satana, allora, porse al malfattore un piccolo tizzone d’Inferno, così che Jack potesse farsi luce nella tremenda tenebra che lo attorniava. Per far durare più a lungo la fiamma, "Jack-o-lantern" scavò una grossa rapa e ve la pose all’interno.
Le zucche arrivarono successivamente: quando, nel 1840, gli Irlandesi arrivarono negli USA, scoprirono che le rape americane erano troppo piccole, al contrario delle zucche, più grosse e più facili da scavare. Ecco perchè, a tutt’oggi, Jack-o-lantern è una zucca intagliata al cui interno è posta una candela. Le cucine Rex cambiarono invece il metodo di cottura. Bigazzi, ne siamo certi, preferisce la cottura celtica della zucca, specie se accompagnata da un buon "filetto di felino".
Piccolo test. Non immaginavi che Halloween avesse a che fare con l'Irlanda? Avevi ipotizzato che gli USA festeggiassero più tardi il Carnevale per una questione di fuso orario? O credevi che tutto ciò avesse a che fare con Buffy? Sì?! Congratulazioni! Ti sei guadagnato il profilo di "zucca vuota"!
lunedì 25 ottobre 2010
Tempo di saldi: gli sconti di Mago Tremonti
AVVISO: nonstante l'incipit, questa storia non si concluderà con un lieto fine. Ma a rallegrarvi vi saranno motivetti natalizi e montagne di denaro. Un intrigante mistero non mancherà di emozionarvi.
C'erano una volta Colaninno e Gnutti che, avvertendo un certo languorino, spolpano per bene Telecom e ne rivendono gli avanzi a Marco Tronchetti Provera, amico di merenda. Colaninno e Gnutti ricavano così 2 miliardi di euro e ne sono molto felici. Tuttavia, lo stregone Fisco è nei paraggi e, venuto a conoscenza del tesoro nascosto, vuole rubarne un po' per sè: per l'esattezza, 600 milioni! Coly e Gnutty sono spaventati, ma sanno il fatto loro. Si sono infatti scrupolosamente premurati di conservare il ricavato della vendita in un luogo sicuro. In Lussemburgo, in una scatolina cinese di nome Bell (che significa "campana"; Gnutty e Coly sono degli inguaribili romantici) che custodisce, tra le altre partecipazioni, anche quella in Olivetti.Nonostante l'incantesimo TASSA sia molto potente, Bell rimane magicamente protetta. La motivazione ufficiale è la seguente: Bell ha la sede della sua amministrazione e l’oggetto della sua attività sociale regolarmente radicate in Lussemburgo, il che la rende soggetta alla locale legislazione fiscale - per intenderci, l'incantesimo TASSA lì non ha effetto. Qualche anno dopo, con la vittoria di Prodi, la scatolina Bell dovrà aprirsi per pagare "solo" 256 milioni allo stregone Fisco, rispetto ai 600 prospettati. Bel colpaccio per Gnutty e Coly! Se è vero un vecchio detto siciliano "cummannari è megghiu ca futtiri" (V.M. 18 anni), chissà che goduria cummannari futtiennu!
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| Mr X |
Chi può conoscere come aggirare la stregoneria del potente Fisco se non qualcuno che ne ha condiviso i poteri, in quanto Ministro dell'Economia?
Eccovi alcuni indizi per svelare l'identità del nostro Mr X.
Eccovi alcuni indizi per svelare l'identità del nostro Mr X.
1) Le ragioni della “Bell” vengono sostenute dall’ avvocato Dario Romagnoli e da Claudio Zulli. Romagnoli, ex ufficiale della Guardia di Finanza, è stato compagno di corso di Marco Milanese (capo della segreteria di Mr X) e ha condiviso con Mr X il suo studio di diritto tributario (“Vitali-Romagnoli-Piccardi), fino al giorno in cui Mr X non è stato nominato Ministro dell’Economia.
2) Anche Zulli, commercialista di Gnutti, è un ammiratore di Mr X ed è in ottimi rapporti con il Ministro, tanto che nell’ estate del 2005, durante un’intercettazione telefonica con Consorte (nei giorni chiave della scalata Bnl), dice: «Devo ringraziare Mr X di due o tre cosette e gli devo spiegare un po’ di roba perché mi deve dare una mano su cose importanti».
3) Anche Gian Piero Fiorani - ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, poi finito in disgrazia per la scalata ad Antonveneta - il 24 marzo 2006 dal carcere di San Vittore a Milano svela: “Gnutti mi aveva riferito dell’interesse di Mr X a essere nominato consulente dell’operazione Antonveneta anche per un favore che gli doveva… Io ho ricollegato subito il tutto alla vicenda Bell”. E aveva cantato “Jingle Bells” al telefono per farsi capire (500 milioni di risparmio fiscale sono un bel regalo di Natale! Mr X è un uomo proprio generoso!). Fiorani aggiunge che, per quel favore, Mr X "tiene in scacco Gnutti..."
Chi è Mr X? Non avete ancora capito?
Ma è lui! E' Mago Tremonti!
Lo studio Romagnoli si affretta a precisare che nessun compenso è stato percepito da Mago Tremonti per l’assistenza prestata alla società Bell (vi avevo anticipato che è un tipo dal cuore tenero).
Ma è lui! E' Mago Tremonti!
Lo studio Romagnoli si affretta a precisare che nessun compenso è stato percepito da Mago Tremonti per l’assistenza prestata alla società Bell (vi avevo anticipato che è un tipo dal cuore tenero).
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| Mago Tremonti nel suo Tax Lab |
31 - 5 = 26. E questi 26 milioni? Dove sono finiti?
Sim-Sala-Bim!
domenica 24 ottobre 2010
mercoledì 20 ottobre 2010
Ogni scarrafone è bello a mamma sua? Non al suo iPhone.
Si chiama "Ugly Meter" (il metro della bruttezza) la nuova applicazione iPhone che valuta la simmetria dei lineamenti dell'impedito che l'ha comprata e poi dà una sua valutazione. Il dato sconcertante: l'applicazione è stata già scaricata 20.000 volte dall'Apple iTunes Store e, se fremi dalla voglia di farti dare del cesso dal tuo smartphone, può essere tua per soli 99 centesimi. Utenti che volessero sottoporsi al test di bellezza (Carlo Conti starà già pensando di scansionare le chiappe delle sue Miss?) devono avere, per una valutazione obiettiva, dai 9 anni in su (speriamo non siano necessari requisiti di età cerebrale o le Miss sono escluse). Dopodichè, Ugly Meter emetterà la sua sentenza senza sconti, con una pagella che va da 0 a 10. E' da capire se la valutazione è crescente o meno: 10 sta per Mariangela Fantozzi o per Geri Halliwell? Meglio non approfondire prima del test; tale ambiguità consentirà di costruirsi una valutazione su misura, per tutte le necessità. Ad ogni modo l'applicazione, creata a scopo ludico, è già motivo di scompiglio tra i cirtici più attenti che mettono in guardia circa la sua pericolosità, semmai dovesse cadere tra le mani sbagliate. Un'analisi attenta del Family Online Safety Institute di Washington (della quale gli Americani non hanno potuto fare a meno) è giunta con fatica a questa conclusione: "Questa applicazione è a metà tra l'appropriato e l'inappropriato". Una notizia tanto attesa, che rincuora gli utilizzatori e che è solida base di partenza per recuperare gli equilibri internazionali. Stephen Balkam, il CEO di questo Family Safety conclude: per gli utenti al di sotto dei 28 anni quest'applicazione può diventare un vero spasso. Ma se capita tra le mani di un 14enne può creare danni.
Andando sul sito http://itunes.apple.com/us/app/ugly-meter/id388336485?mt=8 si legge tra i commenti: "Soffrivo moltissimo per il mio look e stavo cadendo in un serio stato depressivo. Ma quest'applicazione mi ha ridato la fiducia di credere a me stesso. Ora mi frequento con una modella e sto facendo i milioni per questa ritrovata autostima. Grazie per avermi cambiato la vita".
Speriamo non compri mai il Clever Meter.
Speriamo non compri mai il Clever Meter.
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lunedì 18 ottobre 2010
Da Montecarlo ad Antigua: le ville del Premier
Qual è l'origine delle proprietà del Premier ad Antigua?
Questa l'inchiesta messa in piedi ieri sera durante la puntata di Report, già al centro di numerose polemiche prima ancora della sua messa in onda.
Nel 2007, il nostro Premier avrebbe acquistato dalla Flat Point, per 22 milioni di euro, gran parte della Nonsuch Bay, paradiso (terrestre e fiscale) delle Antille. Sullo splendido litorale, la Flat Point - il cui beneficiario italiano, a riprova che le off-shore sono cosa seria, resta sconosciuto - sta progettando la costruzione di case da sogno, una delle quali finita tra le mani del Capo del Governo di Antigua, che avrebbe rilasciato l'autorizzazione a procedere. Poca roba, questa, in confronto alla notizia che sarebbe coinvolta, in un sistema di operazioni triangolari, anche Banca Arner, istituto di credito con sede a Lugano, già al centro di inchieste giudiziarie con l'accusa di riciclaggio di denaro sporco. E nelle cui casse, Premier e famiglia, avrebbero un conto di 50 milioni di euro che, insieme al deposito dei 13 milioni della signora Mancuso, rappresentano quasi un quarto dell'attivo della Banca.
Da chi ha acquistato il nostro Presidente del Consiglio? Chi c'è dietro la Flatpoint e dietro Banca Arner? Queste le domande rivolte al Premier dalla conduttrice di Report che, sollecitando una risposta, lascia intendere la presenza di un "imprenditore catanese".
Ma per gli uomini di Berlusconi il caso non esiste. Roba vecchia, insomma, - anzi "Antigua"- in quanto il Cavaliere avrebbe già chiarito tutto agli organi competenti. Così puntualizza l'avvocato del Premier, Niccolò Ghedini, in una nota fatta arrivare alla redazione di Report."Sbagliato mandare in onda una trasmissione con notizie insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio.
La replica della Gabanelli non si fa attendere.
"Se Niccolò Ghedini ci dice sul serio chi sono i proprietari di quei terreni garantisco che sarà immediatamente invitato, in quel caso gli sarà dedicato tutto lo spazio che merita, il più ampio possibile".
E dove sono finiti Fini e il cognato? Avranno brindato di fronte alla Scavolini? Chi di casa ferisce...
sabato 16 ottobre 2010
Home Sheep Home
Shirley, Shaun e Timmy hanno bisogno di te: puoi dare loro una mano? :-)
| Home Sheep Home Gioco con Games68.com |
venerdì 15 ottobre 2010
WALL STREET (l'antefatto): every dream has a price!
Chi non ricorda Wall Street, celebre film di Oliver Stone, che si è aggiudicato tanto di Premio Oscar per l'impeccabile Michael Douglas?
Il 22 ottobre, immancabile l' appuntamento nelle sale cinematografiche italiane per il sequel "Wall Street 2: il denaro non dorme mai". Speriamo non tradisca nè le aspettative, nè la disillusa analisi sul mondo cui siamo stati abituati dalla pellicola dell'84.
Prima di qualche considerazione, un rapido cenno alla trama per gli smemorati.
Bud Fox, giovane e ambizioso broker, riesce a conoscere il ricco magnate della finanza Gordon Gekko e a conquistare la sua fiducia, grazie a informazioni riservate che i due utilizzano illegalmente per arricchirsi. Ottenuto qualche brillante risultato, Buddy comincia a lasciarsi sedurre dagli agi del denaro e dalla personalità di Gekko, suo indiscusso mentore, che introduce il ragazzo alla cinica logica del denaro. Accumulare ricchezza, secondo Gekko, è un obiettivo che trova giustificazione in se stesso e il cui raggiungimento, in altre parole, non può essere ostacolato da imperativi di carattere normativo, deontologico nè tantomeno morale. A detta dello stesso Gekko, "serve gente povera, furba e affamata, senza sentimenti" disposta, cioè, ad agire senza scrupolo alcuno in nome del successo e del potere e manovrare,così, da dietro le quinte, le fila di una società malata, di cui la Borsa, arena in cui vige la legge del più furbo, è emblematica rappresentazione.
Gekko sostiene che arricchirsi non significa creare, ma possedere. I potenti dettano le regole: "le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo" e solo un ingenuo sarebbe pronto a credere nell'effettiva esistenza della democrazia. Tali posizioni non sono condivise dal padre di Bud, onesto operaio e sindacalista di una compagnia aerea, che disapprova il modo di agire del figlio, poichè è convinto che il denaro non possa essere concepito come unico metro di misura del successo di un uomo. In un duro scontro, questi predice al figlio che Gekko si servirà di lui senza pietà. Buddy verrà a scoprire, infatti, che lo spregiudicato magnate, a sua insaputa e sulla base di informazioni fornitegli da lui stesso, vuole acquisire e smantellare la società in cui il padre ha lavorato con dedizione, lasciando sul lastrico gli operai in essa impiegati. Di fronte al padre, colpito da un infarto per il dolore, Bud mette in discussione la sua condotta, asservita al denaro e guidata dall'avidità; sentimento, questo, che Gekko invece ritiene giusto in ogni sua forma, poichè "chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo". Il giovane, allora, si allea con Larry Wildman, il peggiore rivale di Gekko, e...
Non vorrete mica che vi sveli il finale?
Devo confessarvi che ogni volta che guardavo questo film subivo la fascinazione della personalità di Gekko, tanto spietata quanto magnetica; il personaggio riesce in modo credibile e incisivo ad edulcorare l'azione umana da ogni connotazione morale e a concepirla, pertanto, come strumentale al soddisfacimento della propria avidità. Il potere di cui parla Gekko però trascende la mera ricchezza e insegue la capacità di sottrarsi agli schemi sociali - di per se stessi già corrotti e malati - come unica possibilità di scampo da una schiavitù silenziosa ed invisibile, di fronte alla quale le forme di governo non sono altro che contenitori vuoti e privi di senso. Da questo punto di vista, la posizione di Gekko sembra l'unica razionale: l'assenza di moralità appare la sola risposta vincente ad un mondo le cui possibilità di riscatto sono già nulle in partenza.
Oggi mi sento davvero serio... Che ne pensate? Aveva forse ragione il nostro Gekko? O un successo, come sostiene un vecchio detto orientale, è da ritenersi tale in base a ciò che si perde per ottenerlo? E la nostra società? E' davvero così corrotta fin dalle sue fondamenta?
Bando alle ciance! Prima della nanna, mi bevo una bella Tanzi calda di Parmalat...
Notte,
Fr8lo
Il 22 ottobre, immancabile l' appuntamento nelle sale cinematografiche italiane per il sequel "Wall Street 2: il denaro non dorme mai". Speriamo non tradisca nè le aspettative, nè la disillusa analisi sul mondo cui siamo stati abituati dalla pellicola dell'84.
Prima di qualche considerazione, un rapido cenno alla trama per gli smemorati.
Bud Fox, giovane e ambizioso broker, riesce a conoscere il ricco magnate della finanza Gordon Gekko e a conquistare la sua fiducia, grazie a informazioni riservate che i due utilizzano illegalmente per arricchirsi. Ottenuto qualche brillante risultato, Buddy comincia a lasciarsi sedurre dagli agi del denaro e dalla personalità di Gekko, suo indiscusso mentore, che introduce il ragazzo alla cinica logica del denaro. Accumulare ricchezza, secondo Gekko, è un obiettivo che trova giustificazione in se stesso e il cui raggiungimento, in altre parole, non può essere ostacolato da imperativi di carattere normativo, deontologico nè tantomeno morale. A detta dello stesso Gekko, "serve gente povera, furba e affamata, senza sentimenti" disposta, cioè, ad agire senza scrupolo alcuno in nome del successo e del potere e manovrare,così, da dietro le quinte, le fila di una società malata, di cui la Borsa, arena in cui vige la legge del più furbo, è emblematica rappresentazione.
Gekko sostiene che arricchirsi non significa creare, ma possedere. I potenti dettano le regole: "le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo" e solo un ingenuo sarebbe pronto a credere nell'effettiva esistenza della democrazia. Tali posizioni non sono condivise dal padre di Bud, onesto operaio e sindacalista di una compagnia aerea, che disapprova il modo di agire del figlio, poichè è convinto che il denaro non possa essere concepito come unico metro di misura del successo di un uomo. In un duro scontro, questi predice al figlio che Gekko si servirà di lui senza pietà. Buddy verrà a scoprire, infatti, che lo spregiudicato magnate, a sua insaputa e sulla base di informazioni fornitegli da lui stesso, vuole acquisire e smantellare la società in cui il padre ha lavorato con dedizione, lasciando sul lastrico gli operai in essa impiegati. Di fronte al padre, colpito da un infarto per il dolore, Bud mette in discussione la sua condotta, asservita al denaro e guidata dall'avidità; sentimento, questo, che Gekko invece ritiene giusto in ogni sua forma, poichè "chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo". Il giovane, allora, si allea con Larry Wildman, il peggiore rivale di Gekko, e...
Non vorrete mica che vi sveli il finale?
Devo confessarvi che ogni volta che guardavo questo film subivo la fascinazione della personalità di Gekko, tanto spietata quanto magnetica; il personaggio riesce in modo credibile e incisivo ad edulcorare l'azione umana da ogni connotazione morale e a concepirla, pertanto, come strumentale al soddisfacimento della propria avidità. Il potere di cui parla Gekko però trascende la mera ricchezza e insegue la capacità di sottrarsi agli schemi sociali - di per se stessi già corrotti e malati - come unica possibilità di scampo da una schiavitù silenziosa ed invisibile, di fronte alla quale le forme di governo non sono altro che contenitori vuoti e privi di senso. Da questo punto di vista, la posizione di Gekko sembra l'unica razionale: l'assenza di moralità appare la sola risposta vincente ad un mondo le cui possibilità di riscatto sono già nulle in partenza.
Oggi mi sento davvero serio... Che ne pensate? Aveva forse ragione il nostro Gekko? O un successo, come sostiene un vecchio detto orientale, è da ritenersi tale in base a ciò che si perde per ottenerlo? E la nostra società? E' davvero così corrotta fin dalle sue fondamenta?
Bando alle ciance! Prima della nanna, mi bevo una bella Tanzi calda di Parmalat...
Notte,
Fr8lo
giovedì 14 ottobre 2010
Giù le mani dalla rete!
Sono rimasto particolarmente colpito da questo video in cui mi sono accidentalmente imbattuto su youtube. A quanto pare, anche la rete non è esente da censura. Non che la cosa mi stupisca, ma il senso di impotenza è una prigione, resa più angusta dalla natura sempre più fittizia delle forme di libertà a nostra disposizione. E voi? Cosa ne pensate? E' possibile una rete libera?
mercoledì 13 ottobre 2010
Flatulenze tra le stelle? Adesso si può. Arriva la mutanda dello spazio.
“Te le tieni addosso anche un mese senza insospettire gli altri con cattivi odori” . Se state pensando ad un'altra pubblicità di assorbenti in cui la tipa menomata vuole fare la ruota per il provino da VJ, questo articolo vi sorprenderà. Parliamo infatti di astronauti. Proprio così. Rapiti dal sapore romantico della missioni spaziali, ci dimentichiamo di quelli che sono gli aspetti più pratici della vita di un astronauta: ci sarà a bordo uno space-bidet? Oltre il danno, anche la beffa: e l'ammorbidente? Gli astronauti impegnati in missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale non si portano dietro nè stendibiancheria, nè lavatrici.
Come al solito i Giapponesi ne pensano una più del diavolo: una space-mutanda antibatterica che si può indossare per un mese intero! L’invenzione è della Goldwin, società specializzata in abbigliamento tecnico sportivo, che "spazia" (ah ah) dal nuoto allo sci e commercializza diversi prodotti appositamente brevettati.
Le mutande nanotecnologiche contengono un infuso di eucalipto antipuzze e sono in grado di assorbire fino a 4 litri di sudore. Antibatteriche, antistatiche e persino resistenti al fuoco ( da evitare, comunque, i fagioli OGM) possono salvare la vita del tuo compagnetto astronauta nel caso l'assenza di gravità non sia sufficiente ad alleggerire l'atmosfera dai cattivi odori.
L’astronuta giapponese Koichi Wakata, che ha vissuto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2009 racconta di aver indossato, per tutto il mese di permanenza sulla Stazione Spaziale, le stesse mutande con cui era partito dalla Terra. E nessun coinquilino (tra i sopravvissuti?) pare essersi mai lamentato.
L’astronuta giapponese Koichi Wakata, che ha vissuto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2009 racconta di aver indossato, per tutto il mese di permanenza sulla Stazione Spaziale, le stesse mutande con cui era partito dalla Terra. E nessun coinquilino (tra i sopravvissuti?) pare essersi mai lamentato.
E tu? Sei un pigrone della spugna? Trovi che lavarsi sia un'inutile perdita di tempo? Il nuovo capo di abbigliamento può essere tuo per soli 20 dollari!. Chi di noi non ha almeno una volta sognato di andare nello spazio? Per una volta, potremo capire cosa significa essere dei veri astronauti e metterci nei loro "panni"!
Fr8lo
martedì 12 ottobre 2010
Da L'Aquila agli avvoltoi: la speranza non si colora di Verdini

Meno male che Silvio c'è.
Salta fuori oggi la notiziona (dall'informativa del Ros consegnata alla Procura abruzzese) che il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha raccomandato Riccardo Fusi (un cognome, un perchè) per fargli ottenere quattro appalti per la ricostruzione del dopo terremoto a L'Aquila. Nell'avviso a comparire il 18 ottobre presso la Procura viene specificato che Verdini e Fusi dovranno essere ascoltati come indagati di «abuso d'ufficio in concorso con Ettore Barattelli, il presidente del Consorzio Federico II»(associazione di imprese creata a Palazzo Chigi e presieduta da Gianni Letta), del quale fa parte appunto la "Btp" (Buonterremotopertutti?) di Fusi. Verdini, in particolare, è sospettato di aver «abusato della sua funzione di membro della Camera dei deputati». In altre parole, la sua condotta non sarebbe da definirsi propriamente "onorevole". Appalti e subappalti per 21 milioni di euro! Praticamente, la tredicesima di papà!
Il 20 settembre scorso la relazione conclusiva che traccia la storia dei quattro appalti evidenzia come le «commesse» siano state spartite sempre tra le stesse imprese. Sono davvero banali! Mi aspettavo un'ingegneria finanziaria sofisticata, un tramestio di partecipazioni incrociate che si infittiscono e scoprono fittizie per fittanze profittevoli! Una joint venture avventurosa che per restare in vita ha bisogno del calice di fuoco di Harry Potter che vende a Porro la Marcegaglia in cambio di una palpata a Hermione! E invece? I soliti ladruncoli con la cravatta che c'hanno rotto i Maroni (che però vede solo ladri rom). Silvio, non hanno stile: pensaci tu! Cosa staranno vivendo gli abitanti di L'Aquila? Persone che hanno scampato per poco la morte e vissuto la perdita assistono ora alle beffe di una politica corrotta, planata come un avvoltoio sulla carcassa della tragedia. E l'Italia? Dov'è l'Italia?
Quando si dice "mi trema la terra sotto i piedi"...
Salta fuori oggi la notiziona (dall'informativa del Ros consegnata alla Procura abruzzese) che il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha raccomandato Riccardo Fusi (un cognome, un perchè) per fargli ottenere quattro appalti per la ricostruzione del dopo terremoto a L'Aquila. Nell'avviso a comparire il 18 ottobre presso la Procura viene specificato che Verdini e Fusi dovranno essere ascoltati come indagati di «abuso d'ufficio in concorso con Ettore Barattelli, il presidente del Consorzio Federico II»(associazione di imprese creata a Palazzo Chigi e presieduta da Gianni Letta), del quale fa parte appunto la "Btp" (Buonterremotopertutti?) di Fusi. Verdini, in particolare, è sospettato di aver «abusato della sua funzione di membro della Camera dei deputati». In altre parole, la sua condotta non sarebbe da definirsi propriamente "onorevole". Appalti e subappalti per 21 milioni di euro! Praticamente, la tredicesima di papà!
Il 20 settembre scorso la relazione conclusiva che traccia la storia dei quattro appalti evidenzia come le «commesse» siano state spartite sempre tra le stesse imprese. Sono davvero banali! Mi aspettavo un'ingegneria finanziaria sofisticata, un tramestio di partecipazioni incrociate che si infittiscono e scoprono fittizie per fittanze profittevoli! Una joint venture avventurosa che per restare in vita ha bisogno del calice di fuoco di Harry Potter che vende a Porro la Marcegaglia in cambio di una palpata a Hermione! E invece? I soliti ladruncoli con la cravatta che c'hanno rotto i Maroni (che però vede solo ladri rom). Silvio, non hanno stile: pensaci tu! Cosa staranno vivendo gli abitanti di L'Aquila? Persone che hanno scampato per poco la morte e vissuto la perdita assistono ora alle beffe di una politica corrotta, planata come un avvoltoio sulla carcassa della tragedia. E l'Italia? Dov'è l'Italia?
Quando si dice "mi trema la terra sotto i piedi"...
lunedì 11 ottobre 2010
Ultime news about Tizzy Iron (Tiziano Ferro)

Quale notizia migliore per inaugurare il "Diario delle Panzane" dell'ultima rivelazione di Tizzy Iron, alias Tiziano Ferro?
Ultime news sull'attività mutandale del nostro beniamino: a quanto pare il "Perdono-boy", che ha ribadito da poco la sua preferenza per la banana rispetto alla patata (la prima volta fu quando cantò "E Raffaella è mia"), è stato il fidanzato di un certo Daniel Derio, cantante sudamericano dalle altrettante passioni filofalliche, il quale svela che Tizzy è un bel peperino, firmato Defonseca (leggi: gaius zuoccolus). A quanto riporta Daniel, infatti, il dolcissimo Tiziano è stato fatto cantare ripetutamente da partner ogni volta diversi (che sia questo il segreto dei suoi acuti formidabili?) e i numerosi tradimenti, forse ispiratori delle ormai celebri sere "negre" (leggi: Tizzy likes it big), sarebbero divenuti insopportabili per Daniel, costretto a imbavagliare l'amato, nella speranza di poter tenere a bada i suoi impulsi sukaroli (foto a sinistra). Ma tutto ciò pare non abbia fatto altro che aumentare le voluttà sadomasochiste di Tizzy, ferocemente desideroso di divenire preda di un altro "orso" (i preferiti di Tiziano, Licia Colò e di Golia Bianca) e determinare così la rottura definitiva della love story.
Distrutto e con il cuore infranto, Daniel dichiara: " Credo che l'amore esista, ma che non tocchi a me, perché stavo quasi morendo in quella situazione, tanto è stato il dolore che ho avvertito. Ora sono più forte, perché quello che non ti uccide ti rafforza”.
I quesiti, e non solo quelli, restano aperti: di che dolore parlava Daniel? Non poteva munirsi di vaselina? E non era facile prevedere che il Ferro si batte finchè è caldo?
Tra i mille dubbi, non resta che un'amara lezione ai fan del cantante: l'amore va preso come viene; Tiziano, preso, viene.
Fr8lo
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