Vietato prendersi sul serio!

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venerdì 15 ottobre 2010

WALL STREET (l'antefatto): every dream has a price!

Chi non ricorda Wall Street, celebre film di Oliver Stone, che si è aggiudicato tanto di Premio Oscar per l'impeccabile Michael Douglas?
Il 22 ottobre, immancabile l' appuntamento nelle sale cinematografiche italiane per il sequel "Wall Street 2: il denaro non dorme mai". Speriamo non tradisca nè le aspettative, nè la disillusa analisi sul mondo cui siamo stati abituati dalla pellicola dell'84.

Prima di qualche considerazione, un rapido cenno alla trama per gli smemorati.

Bud Fox, giovane e ambizioso broker, riesce a conoscere il ricco magnate della finanza Gordon Gekko e a conquistare la sua fiducia, grazie a informazioni riservate che i due utilizzano illegalmente per arricchirsi. Ottenuto qualche brillante risultato, Buddy comincia a lasciarsi sedurre dagli agi del denaro e dalla personalità di Gekko, suo indiscusso mentore, che introduce il ragazzo alla cinica logica del denaro. Accumulare ricchezza, secondo Gekko, è un obiettivo che trova giustificazione in se stesso e il cui raggiungimento, in altre parole, non può essere ostacolato da imperativi di carattere normativo, deontologico nè tantomeno morale. A detta dello stesso Gekko, "serve gente povera, furba e affamata, senza sentimenti"  disposta, cioè, ad agire senza scrupolo alcuno in nome del successo e del potere e manovrare,così, da dietro le quinte, le fila di una società malata, di cui la Borsa, arena in cui vige la legge del più furbo, è emblematica rappresentazione.
Gekko sostiene che arricchirsi non significa creare,  ma possedere. I potenti dettano le regole: "le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo" e solo un ingenuo sarebbe pronto a credere nell'effettiva esistenza della democrazia. Tali posizioni non sono condivise dal padre di Bud, onesto operaio e sindacalista di una compagnia aerea, che disapprova il modo di agire del figlio, poichè è convinto che il denaro non possa essere concepito come unico metro di misura del successo di un uomo. In un duro scontro, questi predice al figlio che Gekko si servirà di lui senza pietà.  Buddy verrà a scoprire, infatti, che lo spregiudicato magnate, a sua insaputa e sulla base di informazioni fornitegli da lui stesso, vuole acquisire e smantellare la società in cui il padre ha lavorato con dedizione, lasciando sul lastrico gli operai in essa impiegati. Di fronte al padre, colpito da un infarto per il dolore, Bud mette in discussione la sua condotta, asservita al denaro e guidata dall'avidità; sentimento, questo, che Gekko invece ritiene giusto in ogni sua forma, poichè "chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo".  Il giovane, allora, si allea con Larry Wildman, il peggiore rivale di Gekko, e...

Non vorrete mica che vi sveli il finale?

Devo confessarvi che ogni volta che guardavo questo film subivo la fascinazione della personalità di Gekko, tanto spietata quanto magnetica; il personaggio riesce in modo credibile e incisivo ad edulcorare l'azione umana da ogni connotazione morale e a concepirla, pertanto, come strumentale al soddisfacimento della propria avidità. Il potere di cui parla Gekko però trascende la mera ricchezza e insegue la capacità di sottrarsi agli schemi sociali - di per se stessi già corrotti e malati - come unica possibilità di scampo da una schiavitù silenziosa ed invisibile, di fronte alla quale le forme di governo non sono altro che contenitori vuoti e privi di senso. Da questo punto di vista, la posizione di Gekko sembra l'unica razionale: l'assenza di moralità appare la sola risposta vincente ad un mondo le cui possibilità di riscatto sono già nulle in partenza.

Oggi mi sento davvero serio... Che ne pensate? Aveva forse ragione il nostro Gekko? O un successo, come sostiene un vecchio detto orientale, è da ritenersi tale in base a ciò che si perde per ottenerlo? E la nostra società? E' davvero così corrotta fin dalle sue fondamenta?

Bando alle ciance! Prima della nanna, mi bevo una bella Tanzi calda di Parmalat...
Notte,
Fr8lo

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